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13 maggio 2013

Fili

All'alba, spezzando i fili della tela sul sentiero, segno inequivocabile che i merenderos sono ancora a casa, impegnati a zavorrare i loro zaini. Il respiro regola il passo che a sua volta si uniforma al terreno. Salire nel chiarore mattutino, fino all'esplodere del sole dietro allo Stivo. Su fino alla sommità dei nostri pensieri, appesi come ragno al suo filo, che per gli altri è labile ostacolo al cammino, ma che per noi è vita. Soffrire in silenzio l'ultima asperità, poi il giusto riposo pensando a chi ci attende laggiù, legati insieme da un esile filo.









19 febbraio 2013

Salmone

Il divieto d'accesso per manutenzione sentieri non mi ferma. Salgo lungo la Ponale in questa giornata di finta primavera con il vento che spira dal Balino e qualche vela in mezzo al lago a togliersi l'umido di dosso. Non sono solo: i primi bikers di giornata mi vengono incontro, incuranti del podista tapino e dei tratti privi di protezione vista lago. Tocco la sbarra e torno giù che non so quanto il tendine potrà reggere. Attacco la salita verso la Rocchetta e mi trovo ancora salmone controcorrente. Fiumana di gente, bimbi e cani al seguito, tutti con il loro buono polenta party al collo. Qui le IVV sono poche, ma hanno sempre una buona ragione di esistere. Io sbuffo per il primo megamix di stagione e loro se la ridono. Più in alto c'è ghiaccio. Per oggi può bastare. Torno in piano ad assaporare la finta primavera lacustre.


25 ottobre 2012

Letargia autunnale

Una settimana qui ed una sera qua sono stati sufficienti per farmi montare la letargia autunnale. Si deambula verso gli ultimi due mesi dell'anno senza particolari velleità. Il ritorno al bitume previsto nella gara del paesello è stato impedito dalla chiusura anticipata delle iscrizioni causa raggiunto numero massimo. Ma non serve un chip per correre in paradiso. Per qualche tempo ancora ci torneremo spesso, come successo domenica, per fare apprezzare anche ai foresti lo splendore del posto.

PS Intanto ancora un anno di adultescenza per correre dietro ai sogni è stato ratificato.

 




24 settembre 2012

Nodice

La sera ascolto musica vera in cuffia (I love Emilia too!) e apro la Kompass sul tavolo. Il giro che disegno con il dito è come la sabbia della battigia alla mercé delle onde. 
La mattina nuvole basse sul lago e nella testa. Mi sforzo per alzarmi in punta di piedi a guardare oltre. Così carico il camel bag e parto.

Su per la Ponale, poi Pregasina, senza smettere di correre. Infine verso il Nodice, ma taglio prima: la scala santa sarà per un'altra volta, la definizione oggi non mi ispira. Qualche foto per documentare e poi giù su sentiero umido e sassoso a lasciare la traccia del mio passaggio con le code. Sbuco prima di Biacesa e riprendo la salita verso il lago di Ledro. Moto perpetuo e ciondolante, lumaca che porta appresso la propria casa, dura vita da trailer.

Un bikers mi svernicia e mi dice "grande" ed io "anche tu", "no tu che a correre è più duro", vabbè non stiamo a fare i sofisti. A Prè il tempo sta per scadere.
 

E allora giù verso la Ponale a fare a sportellate con i bikers crucchi che se ne fregano se atterri sulla Gardesana qualche centello di metri più sotto. Oggi c'è il tutto esaurito, gitanti con la sacca del(la) Fitness First e truppe del CAI in ordine sparso e pranzo al sacco.

Torno alla base soddisfatto, ma non troppo. L'autunno non veste ancora i suoi colori migliori e la prossima fatica mi sembra così vicina.


14 maggio 2012

Living the dream

Pensavo al nome dato al suo blog da Dakota Jones, mentre salivo i tornanti della Ponale e intanto lui vinceva la Transvulcania 2012, lasciando dietro anche il re. Caso, puro caso. Intanto però cerco ispirazione dal suo manifesto della corsa “You take the things you like, and try to love the things you took.”
Così parto per salire a S. Barbara in un giornata ventosa e piuttosto fredda. La pioggia della scorsa notte risalta i colori della montagna, la roccia umida contrasta con il verde intenso dei boschi. Il garmin lo faccio scattare all'inizio della salita, ma poi non lo guarderò più fino in cima. Salgo appesantito dai pensieri della mattina, ma Dakota docet, e allora il mio respiro trova il ritmo del cuore, i passi si fanno leggeri e la fatica nel salire sgombra le nuvole dall'anima. Voglia, tanta voglia di tornare quassù, di sentire il verticale procedere del sentiero, provare i propri limiti immersi nella natura. Così arrivo a S. Barbara e la sorpresa è il PB da quando mi cimento su questi 626 mt di D+. Senza allenamento siamo a 34'05''. Bello e con l'anima, quasi quasi verrebbe voglia di buttarsi giù, in un tuffo senza fine. 


Poi resetto, torno sui miei passi, ma c'è ancora tempo per un'ascesa sulla Ponale. Tocco i 10K verso Pregasina e torno indietro scattando qualche foto di questo lago che quando è così cattivo si confonde con il cielo. Termino una settimana tutta di corsa con 16K e D+1500.
E sabato ancora su (con la frontale).

1 marzo 2012

Tipo ...


Da quant'è che corri?
Penso da sempre. Magari con qualche pausa prolungata, ma direi da quando avevo dieci anni. Più o meno.
E c’è un posto dove hai corso, che ti è rimasto particolarmente impresso, o dove la tua corsa era più ispirata?
"Mmmh, a pensare bene ci sono luoghi dove ti pare di sentire meno la fatica, ma l’ispirazione la trovi comunque dentro di te!”


E anche un po’ fuori di te. Tipo ieri sul lago in un pomeriggio feriale simil-primaverile. Pensionati in bicicletta e qualche crucco stanziale (che di quelli ce ne sono sempre). Per il resto cielo azzurro e venticello tiepido. Insomma una di quelle giornate in cui ti viene bene anche un personalissimo fartlek (e al diavolo il ginocchio!)


20 febbraio 2012

Quella volta che ...

Una gara, raramente un allenamento, resta impressa per qualche motivo. Ci ricordiamo di quella volta che... L'allenamento di ieri sarà ricordato come quella volta che mi sono graffiato la chiappa con i rovi. Una domenica dedicata alle ripetute non mi era mai capitata. Ma occorreva terminare quanto lasciato in sospeso giovedì. Le ripetute lunghe mi risultano indigeste come la tazza di latte un'ora prima di partire. Il pit-stop diventa necessario quanto urgente. Alla faccia dei pochi pescatori disposti lungo la riva del Sarca mi getto in mezzo ai rovi. Scarsa attenzione nella scelta della location: ne fanno le spese mano e chiappa. 
Concludo un po' a rilento i 3x4000, non certo per le conseguenze della fermata forzata, ma piuttosto per la stanchezza degli ultimi giorni. Comunque mai più ripetute di domenica.



6 dicembre 2011

Punti fragola

Si potrebbero scrivere pagine e pagine sulla settimana che precede l'impegno podistico in una maratona. I libri ed i siti dedicati si dilungano su questo fondamentale periodo pre-gara, elargendo consigli su tipologia di allenamenti e alimentazione speciale da seguire negli ultimi giorni che ti separano dalla gara, in modo da arrivare al fatidico giorno al top della forma; insomma per non mandare in vacca mesi e mesi di duro lavoro. Attenzione dunque podista-tapascione! Anche tu che corri al folle ritmo di 5min /5min e 10sec al km (e che pensi ugualmente di poter emulare Baldini) devi sottostare alla dieta dissociata (tre giorni solo proteine, tre giorni solo carbo), dedicarti alla corsa ritmo gara nella domenica che precede, fare le ripetute di scarico-glicogeno il mercoledì antecedente, e poi... e poi la messa è finita e puoi andare in pace.
Il Tapabada raccoglie gli ultimi punti fragola sul lago. Esco da casa con il naso all'insù perchè oggi Santa Barbara devo accontentarmi di guardarla da sotto. Strada facendo la nebbia si dirada, sul lago e nella mia testa. Parto per una prima serie di 4 km un po' allegra (4'48''), seguita da un'altra più mossa (4'41''), per finire con 3 km tirati ma non troppo (4'22''). L'ultimo km della prevista terza serie di quattro lo lascio ai posteri perchè i mercatini prenatalizi abbagliano le girls e accorciano le tabelle scritte sui manuali. In tutto fanno 16 km. Sensazioni negative dopo i primi due km (mi fermo dunque (ci) sono), poi la corsa si fa più fluida e termino con la speranza di portare in fondo anche la maratona numero 9. L'ultima settimana la battezzo con polenta di Storo e Teroldego Rotaliano.  Poco da correre e tanto da celebrare nei prossimi giorni. I punti Fragola sono già sulla fidaty, domenica passo a ritirare il premio che mi spetta in quel di Reggio.

25 luglio 2011

Pregàsina o Pregasìna?

Una sera a domandare la giusta dizione di Pregasina e la mattina dopo su fino a questo pseudo-paese di quattro case a picco sul lago. La strada è quella che ormai faccio metodicamente da un paio di mesi ogni volta che torno qui. Salgo la Ponale fino al bivio per la valle di Ledro. Questa volta vado dritto. Proseguo sulla vecchia strada, mezzo asfalto e mezzo niente, che sale al ritmo di tornanti stretti sul fianco del monte, giusto a picco sulle acque scure di un lago insolitamente calmo a quest'ora. Qui una volta ci passavano le auto (forse tutte Topolino)!
Di notte ha piovuto, ma adesso il cielo dà un'attimo di tregua. Il ritmo è quello giusto ed al nono km sono al cartello di benvenuto di Pregasina. Non ho con me il cellulare e quindi mi limito ad immagazzinare con gli occhi tutta la poesia del luogo. Ancora qualche centinaio di metri in alto, fino ai primi alberghi demodè del paese, poi l'aria che preannuncia la pioggia mi convince a fare dietro-front. Una bella picchiata fino a casa, fissando a destra la skyline del Baldo, che a settembre mi farà tremare le gambe.
La porta di casa si chiude sulle prime gocce di pioggia. Un'ora e mezza di deambulazione estatica: negli occhi il verde di questi monti ed il blu scuro del lago, nel cuore il giallo (e l'emozione) per un piccolo grande uomo, campione di sport e di vita. Grande Cadel!


30 giugno 2011

Tapabada Quest #1

Mi sono fermato un po' prima del previsto, ma va bene uguale. La prossima volta finisco l'opera. Sono salito per la ponale in una giornata stupenda e piena di sole. Arrivo al bivio per Pregasina con pochi bikers a farmi mangiare la polvere. Svolto a sx e mi dirigo verso il lago di ledro seguendo la ciclabile, con ampi tratti all'ombra. Seguo il percorso della Marcia de la Carafa e arrivo a Molina di Ledro. Qualche foto al lago e già di corsa. Le gambe reggono anche la discesa, mentre la Ponale è ormai trafficata da numerosi bikers. 


Riesco ad arrivare in piazza giusto giusto per fotografare la mega-bondola per sfamare i merenderos di turno. E' stato un buon test per i prossimi trail. 
Intanto tre giorni qui a mangiare kebab e domenica per provare il percorso della Bettelmatt.

2 maggio 2011

You look beautiful

Stamattina lo Stivo non ha il cappello. Nessuna nuvola a nascondere il rifugio Marchetti, i primi raggi sopra la cima ad illuminare S. Barbara. Così prendo la via giusta per provare il passo verso le sfide che mi attendono. La chiesa di S. Barbara sta 500 metri sopra di me, l'ombra ormai è sfuggita dalla parete che mi sovrasta. Le prime rampe fino al Bastione sono le più indigeste, quelle in cui il Tapabada è costretto, per onore di firma, a correre ad un passo non congeniale. Per qualche tratto mi ritrovo pure a camminare, che sono le prime uscite della stagione con dislivello. Poi lasciata alle spalle la fortezza veneziana il sentiero si impenna. Posso finalmente procedere al mio passo. Il respiro si fa regolare, il piede riconosce gli appoggi e la pendenza elevata rinfranca il fisico nel suo incedere regolare. Supero qualche escursionista solitario armato di zaino e bastoncini, oggi viaggio leggero come se fossi all'Arena per un giro in pista. Dura 35'08'' l'ascesa, quasi un minuto meglio dell'ultima volta che era stata la più veloce. Arrivo che una signora podista già scende a passo spedito, un veloce saluto tra carbonari. Il diario è aperto sull'altare. Scrivo: "1° maggio 2011. Prima dell'anno quassù. Pensavo che non ci sarei più tornato. Grazie". Mi siedo ad attendere che anche il cuore rallenti la sua corsa. Ora il sole è sopra lo Stivo. Guardo il lago ai miei piedi. Le orde di merenderos sono ancora in marcia sulla Gardesana e mi godo Riva ancora assonnata. You look beautiful.


31 gennaio 2011

Gennaio

Termina gennaio con lo zero nella casella delle gare fatte, con o senza chip. Neanche una tapasciata nel primo mese del 2011. Vergogna!. In compenso chiudo con 221 km percorsi e 18 giorni in cui ho allacciato le stringhe delle mie scarpe da running per trasformare la camminata impiegatizia in cadenza svelta tapasciona. L’ultima settimana, poi, si conclude con 20 miseri km, 15 dei quali corsi al lago. Non certo un bel modo per preparare la prima uscita ufficiale della stagione del Tapabada. Il vantaggio di correre al lago, però, è che un po’ di pendenza c’è sempre e la salita al Bastione l’ho fatta ai ritmi di quest’estate. Consolante no? Nella seconda parte dell’allenamento ho tentato di spingere di più’, ma alla fine ero cotto. In questo periodo va bene così ed è già abbastanza. 

29 dicembre 2010

Giornate così

Giornate così non possono essere sprecate. Arrivato alle 14 e ripartito alle 16. In mezzo 40 minuti di corsa lenta tra acqua e neve. Secondo giorno in movimento senza guardare troppo alle tabelle.


27 settembre 2010

Tachi-sprint


A futura memoria siamo qui a celebrare le qualità dopanti di una tachipirina. Settimana fiacca nel fisico e nel kilometraggio. Poi il sabato sera per farla finita ingollo una tachipirina ed il mattino dopo stacco il personale sulla salita di S. Barbara (D+540, 2.76 km, 36’39’’ contro i 38’10’’ di un mese fa). Per farne 15 ci attacco anche la salita della Ponale, tra bikers mezzi durmenti che non ti vedono neanche passare. Tocco il cartello del ”Rispettate i pedoni”, monito a re e regine che se ne fregano di noi tapascioni, e faccio dietrofront, gustandomi un lago senza onde, un cielo senza nuvole ed i monti con i primi colori autunnali.

22 agosto 2010

Ponale

Domani tutti a casa. Intanto la settimana termina con la salita del Ponale, per il Tapabada prima assoluta dopo quarant’anni di naso all’insù. Da casa sono 6 km e rotti in 35’. Panorama davvero stupendo sul lago. Poi ritorno a Riva e altri 10 km per prepararsi alle fatiche di domenica prossima. In questi sette giorni sul lago non ci siamo fatti mancare nulla: molta salita (di corsa e a piedi), qualche incontro bicornuto, e pure le ripetute. Troppo?

16 agosto 2010

Aperto a Ferragosto

Torno al piano dopo due settimane di su&giù. Conseguenze zero per il quotidiano apfel strudel durante lo stop. Per celebrare il ferragosto il Tapabada si mette di buzzo buono e ne fa 30 + 2: su fino a Ceniga e ritorno lungo la ciclabile del Sarca, che dopo le abbondanti piogge oggi sembra un fiume dell’Hindustan. Buon ritmo post-ferie e post-canederli, con ultimi 5 km sui 4’40’’. Dopo mezz’ora di corsa mi attraversa un gatto nero senza coda. Passo la successiva mezz’ora a considerare gli effetti collaterali dell’episodio sull’attività podistica del tapascione medio.

7 luglio 2010

Caldo - 3

Ne approfitto della trasferta al lago per farmi un giro mattutino diverso dal solito. Spero in condizioni climatiche migliori rispetto a quelle che si trovano a Busto, ma la pioggia della notte ha aumentato l’umidità anche qui. Fatto il lungolago risalgo la ciclabile sul Sarca, circumnavigo il Brione fino a S. Alessandro. Sono quasi 10 km fatti ad un ritmo in leggera progressione ed in buona spinta anche sull’erta finale che mi riporta al Grez. Poca gente in giro (da queste parti si svegliano un po’ più tardi?) e pochi podisti. In compenso sulle pendici del Brione qualche mucca pascola allegra; anteprima di quello che mi attenderà tra meno di un mese nel mio buen retiro.

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