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11 novembre 2019

10 novembre - Marcia sull'alpe e il San Genesio


Il personalissimo taccuino fa risalire ai primi mesi del 2018 l’ultima apparizione del tenutario di questo blog ad una tapasciata. Troppo tempo trascorso, troppo tempo lontano da queste "manifestazioni ludico-motorie a passo libero", che già c’erano ai tempi in cui non esistevano i trail. E la Marcia sull’Alpe e sul S. Genesio a Castello di Brianza di anni ne ha parecchi, essendo arrivata alla ventesima edizione. Una tapasciata, il cui successo è testimoniato dalle tante auto in cerca di parcheggio già alle 7 del mattino e dai molti podisti in coda per ritirare il cartellino giornaliero. Le ragioni di questo successo risiedono nei paesaggi che offre questo angolo della Brianza, che si affaccia sulle montagne del lecchese, Grigne e Resegone, nei tanti ristori sul percorso e nella sapiente alternanza fango-asfalto proposta dagli organizzatori.

Scegliere il percorso dei 30 km (poi risultati fortunamente 28) è stato un atto di fede nelle capacità di resistenza del sottoscritto. Resistenza che non è venuta meno neanche nei lunghi drittoni asfaltati di avvicinamento alla cima del S. Genesio. Alla fine ne è venuta fuori una bella mattinata, densa di salite corribili e di discese altrettanto abbordabili, tutto con vista sulle Prealpi lecchesi. Insomma, una giornata per cui valeva la pena abbandonare il tepore del letto prematuramente, intraprendere un viaggio verso dove porta il cuore del tapascione e gustarsi un più che decente impegno fisico al modico prezzo di 4 euro.



23 gennaio 2018

21 gennaio - Giro dei 5 paesi (Sumirago)

Ti distrai un attimo e sono passati già sei anni dall’ultima volta che ho corso questo Giro dei 5 paesi. Peccato, perché da queste parti la provincia offre percorsi collinari, dove lo sguardo arriva ad abbracciare gran parte della corona alpina, rendendo la marcia più distratta e, dunque, meno asfissiante. La coda alle iscrizioni di oggi testimonia la qualità di questa tapasciata, la cui unica pecca sta nell’assoluta assenza di sterrato. Venti km di bitume in equilibrio tra fossati e auto sfreccianti si addicono più ad amatori evoluti che a onesti tapascioni FIASP.


A livello personale i km sono passati in ottima compagnia, senza l’assillo del cimento agonistico. Mi ero proposto unicamente di restare in spinta anche sulle salitelle più impegnative (e ce n’erano a sufficienza) e così è stato, almeno fino al diciassettesimo km. Poi ho alzato bandiera bianca. Percorso decisamente muscolare, ma gestito bene. Lo dimostra il fatto che, al risveglio del mattino dopo, il tratto letto-bagno non è differito rispetto al solito, con doloretti da avvio assolutamente nella norma per un SM50.

PS: al mio arrivo il ristoro finale prevedeva solo acqua e arance. Poi è arrivato il the, ma di pane con marmellata e/o nutella, il marchio distintivo delle IVV, neanche l’ombra. Sarà per la prossima.

15 gennaio 2018

14 gennaio - La prima dell'anno (Varese)

Oggi era in programma la prima tapasciata FIASP IVV 2018. Location ippodromo di Varese, giustamente denominata "La prima dell’anno". E come non parteciparvi! Buona affluenza di tapascioni da ogni dove della provincia. Gli organizzatori hanno profuso the e vin brulè a volontà fin dalla partenza per riscaldare i corpi in una mattinata particolarmente fredda. Varese come sempre non tradisce le aspettative e la tapasciata si è rivelata il giusto post-it su cosa ci aspetterà quest’anno: salite corribili, poi un po’ meno, discese a rotta di collo (forse tutto un po’ troppo asfaltato). L’unica pecca è risultata la mancanza del ristoro di metà percorso in cima al Sacro Monte (ma forse non l’abbiamo visto noi, alquanto provati dal primo vero dislivello dell’anno). Se fosse vero sarebbe una colpa gravissima: mai togliere ai tapascioni il momento di gustare il fondamentale valore aggiunto delle IVV, vale a dire i ristori programmati. 

8 aprile 2015

6 aprile - Cross Olgiatese

Questa volta avevo con me le scarpe ...

Non come due anni fa. Allora non c'era neppure la Pedemontana, vanto a metà della Regione. Appena fuori Tapasciopoli la imbocco nel freddo mattutino di una Pasquetta dal cielo limpido che mi fa quasi apprezzare di vivere qui e non da altre parti. E dopo neanche 40' sono ai nastri di partenza del Cross Olgiatese, una bella IVV al confine elvetico, richiamo di molti podisti della zona. Basta poco per accorgersi che qui veramente i Frontaliers hanno dato nome Rex al loro cane. Con più attenzione forse riuscirei a scovare anche qualche Verunel, ma per oggi mi accontento di fornitissimi ristori ben presidiati da locali Bussenghi.


Il percorso di 31 km scelti dal Tapabada servono come promemoria fisico per ricordarsi che la fatica è la condizione necessaria per apprezzare maggiormente quello che ci sta intorno. Asfalto, ma anche tanto sterrato, dislivello il giusto, per una mattina in cui smaltire grassi è l'obiettivo principale del podista diligente. Gli scorci dal Sasso Cavallasca aprono la mente a nuove avventure. Girare l'angolo e trovare le montagne di casa, poi, solletica la mia immaginazione di primitivo dedito alla caccia persistente.



17 novembre 2014

17 novembre - 32esima Marcia dei podisti della Valle Olona



Un inciso ... chi dissemina la propria vita di parentesi magari non ne coglie il senso ultimo, ma si diverte da matti

Per tenere fede all’occhiello del blog oggi mi sono trascinato (sì lo ammetto) fino a Gorla Maggiore per questa tapasciata modificata nel percorso e nei chilometri, causa recenti alluvioni. A proposito, un plauso agli organizzatori: arrivando al ritrovo pensavo (speravo) di non trovare nessuno causa annullamento gara per avverse condizioni meteo. E invece ...
Da sette mesi lontano dalle IVV il Tapabada si è rituffato nel “suo” (pronunciato con affetto) mondo pieno di rinnovato entusiasmo. Un mondo come sempre capace di stupire, non solo per le nuove ricette captate sul percorso dalla viva voce delle camminatrici del Gurone, ma anche per i casi "umani più umani" incontrati nei circa 21 km (lo ammetto, ho allungato un po’ il tragitto per giustificare l’uscita dell’auto dal box) su e giù per la valle Olona. Esempio: numero impressionante di sedicenti trailers con zainetti in spalla (mi domando ancora adesso che cosa contenessero, se non sassi), nonostante l’abbondanza gastronomica reperibile nei punti ristoro, ed ancora uomini in calzamaglia (senza tema di essere smentito) per difendersi dall’umidità del periodo.
La tapasciata è servita per riprendere confidenza con un chilometraggio più elevato rispetto alle uscite del periodo, senza per questo doversi portare appresso le solite razioni K. Da riprovare in condizioni ambientali meno critiche, alla scoperta di nuovi percorsi intorno all’Olona (preferibilmente con meno tratti pianeggianti).

10 marzo 2014

9 marzo - 42^ Quattro passi tra i sentieri delle bionde

A Saltrio non ci si arriva per caso. Ci vuole un buon motivo per spingersi fin quassù, ai confini dell'impero. Ed un buon motivo può essere la locale tapasciata "Quattro passi tra i sentieri delle bionde", che come recita la rivista CORRERE è tra le più longeve del panorama tapascione.


Una IVV per tutti i gusti: pianura e montagna a piacimento (sospetto che le sciure del Gurone siano una lobby potente nel comitato provinciale FIASP!). Il primo bivio è proprio fuori dalla porta ed il Tapabada prende a destra, che se siamo venuti fin quassù non è certo per correre in piano. 




Metto giù il gettone e subito a faticare, prima su strada asfaltata e poi per sentiero più sconnesso. 4-5 km di salita mattutina per arrivare in cima (quasi) al monte Pravello. Al rifugio gli alpini offrono un ristoro non superiore alla media. Allora vale la pena non fermarsi troppo e salire ancora un km per sbucare sul confine a godere di panorami più ampi.




Il giro tanto piace al Tapabada, che tornato alla partenza rimette giù il gettone e lo rifa. Per non sprecare la mattinata e festeggiare a modo la primavera che avanza. E bom!

11 novembre 2013

10 novembre - 39^ Camminata di San Martino (Cimbro)


Ovvero di quella volta che al ristoro si è rischiato di trovare la zampetta di gallina nel brodo (smoking chicken).

A Cimbro per la 39^ camminata di San Martino manca solo l’estate (quella di San Martino of course). Per il resto il trail è in mezzo a noi: fango, ambiente ruspante, salite in natura. Del trail la Fiasp ci ha il brevetto, depositato minimo vent’anni fa, e noi a fatica ce ne accorgiamo.
Lascio Tapasciopoli nel giorno del suo giubileo podistico, per provare a tornare a correre, per scrollare tutta la ruggine di dosso. Accendo la radio e l’auto viaggia, compagna fedele, verso la provincia, come una volta. A Cimbro ci arrivo nonostante le mille deviazioni imposte dal gps ignorante, giusto in tempo per fare la coda al tavolo iscrizioni. Cielo e meteo avrebbero potuto consigliare più tranquille passeggiate sotto casa, invece il numero di tapascioni presenti appare subito di buona consistenza, come dimostrano i primi km fatti quasi al passo. Poco male. Oggi le sciure, in maggior parte da classificare camminatrici del Gurone, per l’occasione attrezzate d’ombrello, dissertano sulla pasta alla carbonara (forse memori dello spot pubblicitario che va per la maggiore in questi tempi). Guanciale si, guanciale no, la tapasciata si mostra subito per come me l’aspettavo: muscolare. Un po’ per il fango e un po’ per il terreno collinare che circonda la frazione di Vergiate. Lo strappo posto sul percorso lungo, dopo la deviazione della dieci km, dà la misura di quanto ancora occorra al Tapabada per tornare a correre in maniera accettabile. Con quanto a mia disposizione, senza tristi pensieri, riesco però ad esplorare tutti i 17 km del percorso lungo e mettercene qualche altro. Giusto per dare consistenza agli ultimi giorni trascorsi in braghette corte e scarpe da running.
In mezzo a tanti trail e minitrail che spuntano come funghi a prezzi non sempre modici, qui a Cimbro si organizza una tapasciata con gli ingredienti necessari per correre in natura a prezzo contenuto. E a proposito di ingredienti è da provare il brodo al ristoro del decimo km. La gallina, mi assicurano, è stata ammazzata il giorno prima e la riffa che viene organizzata sul momento al ristoro premia chi ne trova la zampetta ancora fumante nel brodo.

24 settembre 2013

22 settembre - 16^ Camminata del Cardinale (Castiglione Olona)



A questa IVV trovi sempre più podisti di quanti te ne aspetti. Podisti anche di un certo spessore. E’ da un po’ che non frequento il genere. Ma oltre alle tante magliette della digeiten che girano con gli occhi umidi di vacca alla ricerca di una linea di partenza che qui non c’è ed in bocca la domanda “ma quando si parte?” (oh ma partenza libera dalle 8.30 alle 9.30 vorrà pure dire qualcosa o no?) si vede anche qualche Monza-Resegone “mi lu fada…” e maratona della valle intrasca. Insomma gente che certifica la tapasciata in oggetto. E se sono 16 edizioni una ragione ci sarà.

L’ultima volta del Tapabada da queste parti è stato nel lontano 2004, ancora ero nella versione 1.0 e mi davo aria da podista. Preparavo la prima mezza (Riva of course). E se ci penso mi viene da ridere, ma non so bene per quale motivo. Beh da allora tempo ne è passato ed anche il percorso è stato modificato. Non si sale più al piccolo Stelvio. Di certo troppo impegnativo per le sciure del Gurone che già devono metterci l’anima a camminare e a dissertare sul menù domenicale che prepareranno di lì a poco. Così la tapasciata si trasforma in 5 km lungo il fiume (che qui assomiglia ancora ad un fiume). Poi una salita su asfalto che preannuncia l’entrata nel bosco. Nel percorso più lungo, scelto del Tapabada sull’onda dell’entusiasmo per il come back, si vaga per sterrato misto bitume quasi fino alla vista del lago (di Varese). Tutto ciò senza però che il dislivello faccia presagire di circuitare su e giù da una valle (quella dell’Olona appunto) come sarebbe giusto che fosse.
Il Tapabada giustifica la ventina di km fatti in auto nel dì di festa con altrettanti fatti profondendo l’adeguato impegno fisico. Prestando più attenzione alla circostante archeologia industriale (e non) che al garmin e alle spie del cruscotto. Come giusto che sia di questi tempi.

8 aprile 2013

7 aprile - 31^ Stravarese

Una rapida scorsa all'archivio mi ricorda di non avere mai partecipato a questa IVV. E siccome questa mia fase podistica invita alla scoperta del territorio (corri con gli occhi e non con i paraocchi) scelgo questa tapasciata con partenza dall'Ippodromo della Città giardino per santificare la domenica dei maratoneti.

I percorsi sono tre, ed io scelgo il più lungo che penso portare verso l'Osservatorio di Campo dei Fiori, ma che ahimè fa dietrofront alle Tre Croci. Nuvole basse non consentono di gustare appieno la meraviglia attorno, ma il percorso (sebbene quasi tutto su  bitume) risulta vario agli occhi di chi, come me, lo affronta per la prima volta. Alcune salite fatte a buon passo (una sola però su sterrato), mi invitano a guardare i prossimi mesi dedicati al verticale con minore ansia. Gli ultimi km, invece, corsi con la parte veloce del direttivo sanmarco ad andature per me "keniane" inducono ad altre triste considerazioni: sul mio passato da mezzofondista, sulle ripetute e altri concetti tipo "costruzione della velocità", che vedo allontanarsi sempre più dal mio essere podista adesso.

Il ritorno a Tapasciopoli in piacevole compagnia, e soprattutto consapevole dei luoghi attraversati, mi consente di deviare per strade laterali senza avere il solito timore di perdita dei punti cardinali. Insomma una mattina che ti fa dire di aver fatto una buona esperienza, visiva e fisica.

1 aprile 2013

Di quella Pasquetta in cui...

sono andato ad Olgiate Comasco per correre una tapasciata di 35 km e arrivato in loco sono tornato indietro perchè accortomi di aver dimenticato a casa le scarpe per correre.

Così ho fatto dietrofront, mentre altre auto sopraggiungevano e non capivano la retromarcia decisa e già i primi tapascioni erano in marcia per questa IVV che tanto mi era piaciuta l'anno scorso. E' stata un'esperienza particolare. Voglio dire alzarmi alle 6.30, prendere la mia sacca, perdermi con il gps dopo Tradate, as usual, e avere un flash mentre un tapascione allacciava le proprie lasportivaraptor. All'inizio ho pensato che mi ero proprio fatto un bel pesce d'aprile. Poi mi sono gustato la musica a bordo ed il panorama nei circa 40 minuti di auto per tornare a Tapasciopoli. Colline piene di boschi e monti poco avanti, con il sole a far capolino dietro le nuvole basse ed il vento sostenuto. Se ci fosse stato il Missouri, lì a scorrere accanto alla strada, mi sarei ritrovato nei dintorni di Great Falls, dove il Montana arriva fino in Canada. Così ho riflettuto sulle responsabilità che le decisioni prese comportano, sul fatto che siamo noi a decidere il nostro destino, e anche a quanto è successo una settimana fa sui monti liguri.

PS: poi sono arrivato a casa, ho preso le scarpe e ho puntato il muso verso il Ticino, che poi è come fosse il mio Missouri e per non perdere la giornata ho fatto un po' di questo e di quello.

5 giugno 2012

3 giugno - Pre njmegen Malnate

Mi guardo indietro e sono già passati 5 anni. Si l'ultima volta che il Tapabada ha corso questa IVV è stato nel lontano 2007. Una vita fa e qualche kilo in meno. E soprattutto un po' di asfalto in meno. Le mie Salomon Crossmax toccano, infatti, il fondo sterrato solo dopo 8 km di tapasciata. E già sono un po' upset: ma come? ero venuto qui per correre immerso nel verde di questa pendice nazional-popolare sul confine svizzero e mi ritrovo a macinare km sul bitume?! Poi le cose si aggiustano un po' e nei restanti 12 km c'è qualche bel tratto nei boschi. Restano comunque pochi i punti di contatto con il percorso fatto ai tempi. Identici invece gli spunti di soddisfazione: ristori ben forniti (salame e prosciutto segnalati sia a Cantello che a Colle San Maffeo), salite e discese ben distribuite, vociare incessante delle sciure a passeggio col cane. Tutto very old IVV. Altri 20 km dopo la fatica di ieri, dritti fino alla pazzia di fine giugno.

6 maggio 2012

6 maggio - 40a Caminada tra i spargeer - Cantello

"Ma l'anno scorso a questo ristoro non c'era il brodo?"
"Si, signora. Quest'anno invece c'è la gallina!"
"E' da un po' che non vedo più quel tipo di Olgiate?"
"Mi sa che aveva dei problemi alla prostata, magari non corre più."
Ben tornato alle IVV Tapabada!
Mancavano questi spezzoni di vita carpiti, cercando di evitare un barboncino da passeggio regolarmente al guinzaglio o facendosi largo tra un distaccamento di Desperate Housewives in tuta e ombrello da corsa.
Oggi a Cantello per la 40esima edizione della Caminada tra i spargeer c'era di tutto: fango cioccolatini e medaglia. C'erano pure i famosi asparagi locali, ma per quelli occorreva pagare un sovrapprezzo. Mancava solo la pioggia ed è stato un bene, viste le già ampie pozzanghere presenti sul tracciato. Fatto il percorso lungo e poi anche il corto per giustificare l'uscita di buon'ora ed il pedaggio autostradale. Poco più di 20 km, prevalentemente su sterrato e fango. Generosi sali&scendi, lunghi e sufficientemente corribili. Ampiamente soddisfatto di questa tapasciata di confine.

9 aprile 2012

9/04/2012 - 35°Cross Olgiatese - Olgiate Olona

Cresce l'offerta podistica nel dì di Pasquetta, ma questa tapasciata al confine con la Svizzera resta una classica apprezzata da molti podisti della zona. Per il Tapabada era la prima presenza (ma si spera non l'ultima). Nei percorsi di diverso kmetraggio proposti c'è anche la maratona di confine di 42 (alias 37) km. Scelgo i 25 (che poi saranno 23, come ben specificato alla partenza dagli organizzatori) per testare il ginocchio. La sorpresa nell'uovo di Pasqua è una temperatura frizzantina (+1°C alla partenza). 
Il percorso si snoda principalmente su sentieri boschivi, con qualche divagazione su bitume. Niente da invidiare a trail blasonati, la cui unica differenza è il costo d'iscrizione. Percorso adatto a fare la giusta fatica, con un D+500, ottimo per questo periodo dell'anno. Scorci sul lago di Como immortalati dal Sasso Cavallasca. Alla fine oltre due ore sulle gambe (e sul ginocchio). Pensavo peggio dopo questo mese di quaresima.


16 gennaio 2012

15 gennaio - Giro dei 5 Paesi

Tapasciata la cui unica controindicazione è l'asfalto lungo il quale si corrono tutti i 20km (scarsi) di questa IVV. Come di consuetudine anche quest'anno il Giro dei 5 Paesi fa il pieno di podisti della zona. Due anni fa da queste parti il fascino consisteva nell'ambiente imbiancato dalla neve, quest'anno gelo e cielo limpido permettono di ammirare gli amati monti in tutto il loro splendore.  Al cospetto di tanta magnificenza è difficile rimanere concentrati sul ritmo di corsa, sebbene salite e discese ben spalmate sull'intero percorso richiedano profusione di energie in gran quantità. Già spese peraltro dal Tapabada a trovare la partenza dopo essersi perduto e ritrovato nel varese-shire.
Si chiude la settimana di poco sopra ai 50, grazie al colpo di reni domenicale. Domani scopriremo se le palate dei volontari sono state delicate come promesso, portando via solo la neve e lasciando i viali del Parco intatti. Oggi ci accontentiamo di respirare a pieni polmoni l'aria pulita di questo nuovo angolo di paradiso chiamato area C.


30 novembre 2011

27/11 21^ Ossonainsieme

Mi sentirei di consigliare questa tapasciata nel lembo nord della provincia di Milano. Intendiamoci, il paesaggio non induce a soffermarsi per rimirare le meraviglie del creato. Nemmeno in una giornata come quella di domenica, gelida, ma sufficientemente soleggiata e limpida da mostrare in lontananza il Rosa. 
Quello che attira i tapascioni (e ce n'erano già un migliaio un'ora prima della partenza) alla Corriossona è il ricco (?) pacco gara alimentare prospettato nel volantino (ma di questa nulla sa il tenutario di questo blog essendosi presentato quando erano già terminati gli 800 sacchetti a disposizione) ed il ristoro finale con polenta e salsiccia (questa sì provata ed approvata). In mezzo ci sono stati 18 km, corsi con Ale ed il Pres, ad andatura semi-lenta (si usa dire di rifinitura), a fare progetti sull'anno che verrà e su quello che ci attende tra 15 giorni giù nella capitale delle tre esse (sesso suini e sciampagn). Sì perché siccome nel 2012 finirà il mondo è meglio darci sotto adesso e sciropparsi 42,195 metri di bitume prima dell'Epifania che tutte le feste si porta via, alla faccia dei tendini, del piede e di chissà cos'altro ancora da qui all'11 dicembre.

23 ottobre 2011

Birra

Dottore: "Fuma?"
Tapabada: "No!"
Dottore: "Fa uso di alcolici?"
Tapabada: "Solo birra"
Dottore: "Tutti i giorni?"
Tapabada: "Magari, dottore, magari...".
Andata anche quest'anno.
Intanto a Tapasciopoli è arrivato il freddo ed il Tapabada se ne è accorto solamente una volta in auto con il termometro a segnare 4°. Ma tant'è! Ero già sulla strada per Locate Varesino con maglietta maniche corte e canotta e alla Seprio Running Race mi sono quindi presentato in corto. Il metodo katzen oggi prevedeva un lungo in vista del prossimo impegno agonistico, ma alla fine del percorso lungo ho deciso di tornare all'auto: il crono segnava 21km in 1h47'. Intendiamoci: fatti tutti di un fiato, su sterrato spesso single track, a superare le marciatrici di Gurone, impegnate a commentare l'ultima ricetta della Benedetta. Non semplice, no davvero. 
Prima volta del Tapa a questa IVV. Come sempre piacevole correre nel Parco Pineta di Tradate. Qualche salita non troppo vertiginosa e saliscendi per gradire. Ristori non troppo abbondanti, ma alla fine ho portato a casa due dolcetti. Gambe affaticate dal dodicesimo km, ma noi teniamo fede e tra due settimane saremo pronti.

10 luglio 2011

Tapasciate vs. trail

La nuova moda del trail fa dimenticare le belle tapasciate che uno può trovare vicino a casa. Una di queste è sicuramente la Castronno vai e torna, una IVV organizzata molto bene dal Gruppo Podistico Castronno, giunta appena alla seconda edizione, ma che farà molta strada grazie alle splendide aree paesaggistiche che attraversa e agli scorci sul lago di Varese che riserva almeno a chi, come il Tapabada, ha scelto il percorso di 20 km. Un tracciato collinare di medio impegno, sterrato per oltre due terzi. Del trail classico mancava solo il guado del torrente ed il pacco gara, ma tutto il resto rispetto alle ultime esperienze era sicuramente meglio. Ristori all'altezza e kilometraggio finale addirittura superiore a quello indicato (cosa veramente insolita per una tapasciata che generalmente lascia sul percorso due o tre km). La leggera pioggia della notte ha aumentato il grado di umidità, solo in parte compensato dalle nuvole che hanno nascosto il sole per larghi tratti di gara. Il tendine ha tenuto grazie al fondo morbido. Come succede spesso negli ultimi tempi la sensazione di gambe molli mi accompagna per i primi cinque km poi passa (?). Un test complessivamente positivo in vista della prossima fatica domenicale. Ne farò però solo 20, nonostante i buoni propositi dell'anno scorso.

28 febbraio 2011

27 febbraio - 5^ Camminata Circolo Acli


Metti di aver programmato un lungo e di voler far coincidere il medesimo con una tapasciata domenicale per approfittare dei ristori sul percorso. Ebbene evita di scegliere come tapasciata la Camminata del Circolo Acli di Cassano Magnago; IVV, ben organizzato, ma che si svolge in luoghi dove il correre per oltre due ore può provocare danni evidenti anche al morale del tapascione più stakanovista. Noi (intendo io ed altri tre compagni di merende), invece, lo abbiamo fatto, nonostante nel mio diario di corsa a commento della medesima tapasciata due anni fa si leggeva “Fastidiosa pioggerella e vento, tanto per rendere ancora più detestabile una IVV da cancellare dal mio personalissimo calendario”. Ma lo spirito umano è sempre pronto a ripetere gli errori del passato e così per due ore e trenta minuti siamo stati rimbalzati su stradine al di qua e al di là dell’Autolaghi, poi abbiamo corso sul ciglio della superstrada che porta a Malpensa, circuitando la discarica del paese ed infine abbiamo perlustrato in lungo e in largo la zona industriale di Cassano Magnago. Tutto questo senza giungere all’obiettivo di giornata che era correre per tre ore e/o per oltre 30km. Ci siamo fermati a 29600 metri, ma ne avevamo abbastanza, che se mancano le motivazioni hai voglia a fare andare le gambe. Nel grigiore di questa domenica mattina due note positive. Niente pioggia e gli organizzatori della tapasciata, che prima di chiudere i ristori sul percorso hanno atteso noi quattro, buoni ultimi, impegnati da veri Tafazzi nel fare due-giri-due del percorso. Arrivederci al prossimo anno!

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