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27 febbraio 2012

Fuori i secondi

Consiglio pre-gara 
Neanche con la musica che solitamente ascolta il mio assistant coach oggi sarei arrivato a concludere i 35 km previsti. Così l'ultimo lungo verso Roma termina a 32km. Appiedato da un piede che fa le bizze ed inginocchiato da un ginocchio che fa veramente male. Forse le ripetute di venerdì sono arrivate troppo tardi o forse peggio hanno fatto gli abbondanti festeggiamenti di sabato sera con la personale scoperta di un bianco buono assai. 

Comunque è andata anche quest'ultima fatica, un po' più corta e un po' meno veloce del previsto. Le condizioni climatiche primaverili stranamente non hanno stimolato il Tapabada, proiettato piuttosto ad ammirare l'orizzonte innevato ed a sognare dolci pendii assolati (della serie "che ci faccio io qui"). Ancora due sedute di ripetute e poi fuori i secondi.

13 febbraio 2012

Dica 33!

Altra settimana di gelo. Si sente nella testa più che nel corpo. Per recuperare il terreno perduto tra antibiotici e febbre altrui mi spingo da solo nelle lande desolate oltre i 30 (chilometri). Perdersi e ritrovarsi in un lungo che alla fine dirà 33 (chilometri). Su e giù come un pendolino ghiacciato tra Tapasciopoli e la patria del cross, con bevanda calda che penzola dal giro vita, neve e ghiaccio QB. In mezzo ci sta anche un pit-stop casalingo per cambio vestiti, sudati mi ghiacciano la pelle. Mi fermo. Con la scusa del tepore domestico penso di non ripartire più ed invece ... altri 11 km per assolvere al compitino. La testa c'è, il fisico chiede una settimana di potenziamento. Adesso resta un lungo tosto e poi speriamo che arrivi primavera.

21 novembre 2011

Altro lungo

30/11 LL 31,5 km
6/11 Trail delle Terre di Mzzo 34 km D+700 mt
13/11 Trail di Portofino 34 km D+1300 mt
20/11 LL 30 km

Adesso basta. Dopo Portofino ho impiegato 5 giorni per riprendere le funzionalità motorie. Prima i tendini di Achille ora il piede sx di Priamo. Ieri la benzina era finita al 25esimo km. Reggio si allontana rapidamente. Proviamo sabato un 4x5000 e poi si decide. Non c'è lo spunto del campione ...

15 marzo 2011

Causa-effetto

Guardo indietro. Solamente in due occasioni ho fatto un allenamento di oltre 30km nelle due settimane precedenti la maratona: Padova 2007 e Milano 2010. In entrambi i casi gli ultimi km della gara sono stati un vero calvario. Arrivo lungo anche nella preparazione per Treviso 2011. Così sabato ne faccio 33 in 2h47’, come per Firenze 2010, dove corsi l’ultimo lungo di pari lunghezza in 2h45’, ma a venti giorni dalla maratona. Confronti inopportuni, che tolgono fiducia nelle possibilità del Tapabada? In un’ottica di causa-effetto sicuramente, ma sto leggendo S.D. Levitt che mi conforta (“Siamo sempre più avvezzi a stabilire nessi causali tra elementi evidenti e tangibili, non tra fenomeni distanti e scomodi. E siamo sempre pronti a dare credito a legami di causa ed effetto tra fatti immediatamente riconducibili l’uno all’altro”). Quindi? Quindi se a Treviso arriverò sul finale un po’ scarico magari non sarà per il lungo fatto quindici giorni prima, ma forse saranno i compiti fatti un po’ così così durante l’anno.
Guardo avanti. I compiti finiscono con una serie di 3x5000 giovedì, giorno dedicato all’unità (ognuno ci metta ciò che preferisce come oggetto). Poi cercherò l’ispirazione, che può essere anche un tricolore che sventola sulla terrazza a ricordarci un momento importante per tutti noi.

"Il campione soffre dal primo all'ultimo chilometro, ma è allenato. L'amatore per i primi venticinque chilometri scherza con i compagni poi, all'improvviso, non parla più. A quel punto andare avanti non è più questione di volontà, ma masochismo allo stato puro". Gelindo Bordin

28 febbraio 2011

27 febbraio - 5^ Camminata Circolo Acli


Metti di aver programmato un lungo e di voler far coincidere il medesimo con una tapasciata domenicale per approfittare dei ristori sul percorso. Ebbene evita di scegliere come tapasciata la Camminata del Circolo Acli di Cassano Magnago; IVV, ben organizzato, ma che si svolge in luoghi dove il correre per oltre due ore può provocare danni evidenti anche al morale del tapascione più stakanovista. Noi (intendo io ed altri tre compagni di merende), invece, lo abbiamo fatto, nonostante nel mio diario di corsa a commento della medesima tapasciata due anni fa si leggeva “Fastidiosa pioggerella e vento, tanto per rendere ancora più detestabile una IVV da cancellare dal mio personalissimo calendario”. Ma lo spirito umano è sempre pronto a ripetere gli errori del passato e così per due ore e trenta minuti siamo stati rimbalzati su stradine al di qua e al di là dell’Autolaghi, poi abbiamo corso sul ciglio della superstrada che porta a Malpensa, circuitando la discarica del paese ed infine abbiamo perlustrato in lungo e in largo la zona industriale di Cassano Magnago. Tutto questo senza giungere all’obiettivo di giornata che era correre per tre ore e/o per oltre 30km. Ci siamo fermati a 29600 metri, ma ne avevamo abbastanza, che se mancano le motivazioni hai voglia a fare andare le gambe. Nel grigiore di questa domenica mattina due note positive. Niente pioggia e gli organizzatori della tapasciata, che prima di chiudere i ristori sul percorso hanno atteso noi quattro, buoni ultimi, impegnati da veri Tafazzi nel fare due-giri-due del percorso. Arrivederci al prossimo anno!

14 febbraio 2011

13 febbraio -Giro del Lago di Varese

Ale&Ale
Bella giornata di nebbia e pioggerellina fine. Il solito tempo che contraddistingue l'annuale giro del lago di Varese che Ale & Tapabada mettono nel programma di allenamento per la maratona primaverile. Oggi con noi c'era anche l'altro Ale. 
Le gambe sono ancora un po' pesanti per i sentieri di domenica scorsa, ma alla fine ne metto in cascina altri 30 chilometri ad un buon passo, in una settimana non troppo pesante. Speriamo che il prossimo anno si riesca a vedere qualche scorcio del lago per fare qualche foto del percorso.

11 novembre 2010

Piano B

Ci vadano gli altri in villa questa mattina, io scappo via da tutti i cattivi pensieri. Approfitto dell’estate che ci regala S. Martino per l’ultimo lungo pro-Firenze. 


Ed in attesa di un foglio di via libera che tarda ad arrivare e che delimita chi corre con chip da chi lo fa senza, rifletto sul mio piano B. Sì perché tutti i maratoneti con un minimo di esperienza sanno che nella maratona, come nella vita, occorre avere un piano B. Perché la maratona, come la vita, non sempre va come deve andare e allora in corso d’opera devi avere un piano B prima di fermarti senza forze al lato della strada. Pensando a tutto questo ed alla bellezza di essere semplicemente uno che corre in una tiepida mattina di novembre ne ho fatti 33 (di km) in 2 ore e 45’. Tra due settimane, tenendo questa media, arriverei non lontano dal mio PB sulla distanza. Ma questo è il piano A, adesso devo preparare il B. 


4 ottobre 2010

Lungo con fatica

Chiudo la settimana guardando i km percorsi a settembre e le uscite totalizzate: 190 x 15. Una media da tapascione non c’è che dire! Per terminare alla grande la settimana ed iniziare ottobre con slancio ci sarebbe il LL programmato lungo il Naviglio. Restano in agenda i km finali, che la benzina è finita prima. Le ripetute di giovedi si sentono, ma l’importante era stare sulle gambe tre ore, schivando la pioggia. Obiettivo raggiunto.

20 settembre 2010

19 settembre - 35^ Camminata dei Tre Campanili

Capita una volta l’anno che sul percorso dei lunghissimi del Tapabada compaiano come funghi ristori forniti di acqua, tè e generi di sussistenza vari. E’ ciò che succede in occasione della Camminata dei Tre Campanili di Tornavento, tapasciata IVV che si snoda nel Parco del Ticino, quasi tutta su asfalto, con percorsi di 7, 12 e 18km. Così anche quest’anno il Tapabada ha usufruito dei suddetti ristori, optando per il percorso lungo, fatto quasi interamente in compagnia dell’amico Andrea, con cui condivisi la prima esperienza di chip e pettorale nel lontano 2004. E’ questa tapasciata quasi tutta pianeggiante, tranne le due salite che fanno parte del personalissimo circuito Mangia&bevi. Non per questo la tapasciata si può considerare monotona, il paesaggio fluviale che si attraversa appaga la vista e l’animo. Prima del ristoro finale lascio la compagnia e aggiungo altri 14 km al percorso. Per ricordare al corpo e alla mente che la maratona necessita solitudine, poiché dolore e sofferenza sono esperienze nella realtà difficilmente condivisibili. Giornata emotivamente appagante, non certo per la camminata dei Tre campanili: oggi la Giulia ha imparato ad andare in bici senza rotelle. E queste sono altro tipo di soddisfazioni.

6 settembre 2010

Lungo con brio

Ci sono domeniche in cui preferiresti stare a letto piuttosto che farti il lunghissimo pro maratona tutto solo. Ieri era uno di quei giorni. Uno sforzo atroce per alzarmi, decidere il luogo dell’allenamento e poi arrivarci. Così alla fine c’era molta soddisfazione nell’aver fatto il compitino (32 km in tre ore tra Tornavento, Vizzola e Nosate). Ci ho messo dentro anche due giri del Mangia&bevi ed il Sentiero delle vacche per essere a posto con la coscienza. La media si è alzata, ma spero che l’allenamento sia stato fruttuoso per l’impegno di domenica.

16 agosto 2010

Aperto a Ferragosto

Torno al piano dopo due settimane di su&giù. Conseguenze zero per il quotidiano apfel strudel durante lo stop. Per celebrare il ferragosto il Tapabada si mette di buzzo buono e ne fa 30 + 2: su fino a Ceniga e ritorno lungo la ciclabile del Sarca, che dopo le abbondanti piogge oggi sembra un fiume dell’Hindustan. Buon ritmo post-ferie e post-canederli, con ultimi 5 km sui 4’40’’. Dopo mezz’ora di corsa mi attraversa un gatto nero senza coda. Passo la successiva mezz’ora a considerare gli effetti collaterali dell’episodio sull’attività podistica del tapascione medio.

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