All'alba, spezzando i fili della tela sul sentiero, segno inequivocabile che i merenderos sono ancora a casa, impegnati a zavorrare i loro zaini. Il respiro regola il passo che a sua volta si uniforma al terreno. Salire nel chiarore mattutino, fino all'esplodere del sole dietro allo Stivo. Su fino alla sommità dei nostri pensieri, appesi come ragno al suo filo, che per gli altri è labile ostacolo al cammino, ma che per noi è vita. Soffrire in silenzio l'ultima asperità, poi il giusto riposo pensando a chi ci attende laggiù, legati insieme da un esile filo.
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13 maggio 2013
Fili
All'alba, spezzando i fili della tela sul sentiero, segno inequivocabile che i merenderos sono ancora a casa, impegnati a zavorrare i loro zaini. Il respiro regola il passo che a sua volta si uniforma al terreno. Salire nel chiarore mattutino, fino all'esplodere del sole dietro allo Stivo. Su fino alla sommità dei nostri pensieri, appesi come ragno al suo filo, che per gli altri è labile ostacolo al cammino, ma che per noi è vita. Soffrire in silenzio l'ultima asperità, poi il giusto riposo pensando a chi ci attende laggiù, legati insieme da un esile filo.25 luglio 2011
Pregàsina o Pregasìna?
Una sera a domandare la giusta dizione di Pregasina e la mattina dopo su fino a questo pseudo-paese di quattro case a picco sul lago. La strada è quella che ormai faccio metodicamente da un paio di mesi ogni volta che torno qui. Salgo la Ponale fino al bivio per la valle di Ledro. Questa volta vado dritto. Proseguo sulla vecchia strada, mezzo asfalto e mezzo niente, che sale al ritmo di tornanti stretti sul fianco del monte, giusto a picco sulle acque scure di un lago insolitamente calmo a quest'ora. Qui una volta ci passavano le auto (forse tutte Topolino)!
Di notte ha piovuto, ma adesso il cielo dà un'attimo di tregua. Il ritmo è quello giusto ed al nono km sono al cartello di benvenuto di Pregasina. Non ho con me il cellulare e quindi mi limito ad immagazzinare con gli occhi tutta la poesia del luogo. Ancora qualche centinaio di metri in alto, fino ai primi alberghi demodè del paese, poi l'aria che preannuncia la pioggia mi convince a fare dietro-front. Una bella picchiata fino a casa, fissando a destra la skyline del Baldo, che a settembre mi farà tremare le gambe.
La porta di casa si chiude sulle prime gocce di pioggia. Un'ora e mezza di deambulazione estatica: negli occhi il verde di questi monti ed il blu scuro del lago, nel cuore il giallo (e l'emozione) per un piccolo grande uomo, campione di sport e di vita. Grande Cadel!
30 giugno 2011
Tapabada Quest #1
Mi sono fermato un po' prima del previsto, ma va bene uguale. La prossima volta finisco l'opera. Sono salito per la ponale in una giornata stupenda e piena di sole. Arrivo al bivio per Pregasina con pochi bikers a farmi mangiare la polvere. Svolto a sx e mi dirigo verso il lago di ledro seguendo la ciclabile, con ampi tratti all'ombra. Seguo il percorso della Marcia de la Carafa e arrivo a Molina di Ledro. Qualche foto al lago e già di corsa. Le gambe reggono anche la discesa, mentre la Ponale è ormai trafficata da numerosi bikers.
Riesco ad arrivare in piazza giusto giusto per fotografare la mega-bondola per sfamare i merenderos di turno. E' stato un buon test per i prossimi trail.
Riesco ad arrivare in piazza giusto giusto per fotografare la mega-bondola per sfamare i merenderos di turno. E' stato un buon test per i prossimi trail.
2 maggio 2011
You look beautiful
Stamattina lo Stivo non ha il cappello. Nessuna nuvola a nascondere il rifugio Marchetti, i primi raggi sopra la cima ad illuminare S. Barbara. Così prendo la via giusta per provare il passo verso le sfide che mi attendono. La chiesa di S. Barbara sta 500 metri sopra di me, l'ombra ormai è sfuggita dalla parete che mi sovrasta. Le prime rampe fino al Bastione sono le più indigeste, quelle in cui il Tapabada è costretto, per onore di firma, a correre ad un passo non congeniale. Per qualche tratto mi ritrovo pure a camminare, che sono le prime uscite della stagione con dislivello. Poi lasciata alle spalle la fortezza veneziana il sentiero si impenna. Posso finalmente procedere al mio passo. Il respiro si fa regolare, il piede riconosce gli appoggi e la pendenza elevata rinfranca il fisico nel suo incedere regolare. Supero qualche escursionista solitario armato di zaino e bastoncini, oggi viaggio leggero come se fossi all'Arena per un giro in pista. Dura 35'08'' l'ascesa, quasi un minuto meglio dell'ultima volta che era stata la più veloce. Arrivo che una signora podista già scende a passo spedito, un veloce saluto tra carbonari. Il diario è aperto sull'altare. Scrivo: "1° maggio 2011. Prima dell'anno quassù. Pensavo che non ci sarei più tornato. Grazie". Mi siedo ad attendere che anche il cuore rallenti la sua corsa. Ora il sole è sopra lo Stivo. Guardo il lago ai miei piedi. Le orde di merenderos sono ancora in marcia sulla Gardesana e mi godo Riva ancora assonnata. You look beautiful.
31 gennaio 2011
Gennaio
Termina gennaio con lo zero nella casella delle gare fatte, con o senza chip. Neanche una tapasciata nel primo mese del 2011. Vergogna!. In compenso chiudo con 221 km percorsi e 18 giorni in cui ho allacciato le stringhe delle mie scarpe da running per trasformare la camminata impiegatizia in cadenza svelta tapasciona. L’ultima settimana, poi, si conclude con 20 miseri km, 15 dei quali corsi al lago. Non certo un bel modo per preparare la prima uscita ufficiale della stagione del Tapabada. Il vantaggio di correre al lago, però, è che un po’ di pendenza c’è sempre e la salita al Bastione l’ho fatta ai ritmi di quest’estate. Consolante no? Nella seconda parte dell’allenamento ho tentato di spingere di più’, ma alla fine ero cotto. In questo periodo va bene così ed è già abbastanza.
27 settembre 2010
Tachi-sprint
A futura memoria siamo qui a celebrare le qualità dopanti di una tachipirina. Settimana fiacca nel fisico e nel kilometraggio. Poi il sabato sera per farla finita ingollo una tachipirina ed il mattino dopo stacco il personale sulla salita di S. Barbara (D+540, 2.76 km, 36’39’’ contro i 38’10’’ di un mese fa). Per farne 15 ci attacco anche la salita della Ponale, tra bikers mezzi durmenti che non ti vedono neanche passare. Tocco il cartello del ”Rispettate i pedoni”, monito a re e regine che se ne fregano di noi tapascioni, e faccio dietrofront, gustandomi un lago senza onde, un cielo senza nuvole ed i monti con i primi colori autunnali.
30 agosto 2010
29 agosto - Sgamela'a D'Vigezz
37esima edizione della classica non competitiva che tocca tutti i principali paesi della valle dei pittori e terza apparizione consecutiva per il tapabada. Nonostante oggi ci fosse in tabella un lunghissimo pro futura maratona il tafazzi che vuole autoflagellarsi non si è fatto mancare questo fuori programma a base di salite e discese spaccagambe, condite da paesaggi stupendi. Perché si sa che quando la montagna chiama il tapabada corre. 26 km e spiccioli sul medesimo percorso dell’anno scorso in una giornata dai colori meravigliosi e dal clima adatto per correre. Come sempre grande presenza di tapascioni e non (circa 500) e immancabile banda musicale ad allietare la partenza dal centro del fondo di S. Maria Maggiore.
Allo start il tapabada parte un po’ troppo sprint. I tempi sul km sono decisamente inferiori a quanto avevo programmato alla vigilia. Le prime due salite vengono affrontate ancora in buona spinta tanto che rimonto molti tapascioni. Prima del discesone su sterrato che porta i corridori alla salita delle Villette aggancio (ma per poco) il compagno di squadra Maurizio. Poi inizia il tratto fondamentale della gara, vale a dire la salita di circa un km verso Le Villette. Si tratta di salita corribile, ma da fare dosando le forze per averne ancora nell’ultimo tratto di 8 km che riporta al traguardo di S. Maria Maggiore. In cima a questa salita transito ancora in anticipo rispetto al tempo dell’anno scorso, ma nella discesa successiva che porta a Re le gambe iniziano ad essere pesanti. L’ultima parte di gara per il Tapabada si trasforma in un calvario. La benzina è finita e gli 8 km si trasformano in una gara di ultramaratona. Mi trovo a camminare appena la salita si fa più dura. Solo all’uscita di Malesco riprendo a correre con maggiore continuità. I saliscendi nella pineta non aiutano a tirare il fiato. Fortunatamente l'appannamento fisico e mentale non impediscono al Tapabada di riconoscere i suoi cari alla vista del traguardo e a dare la mano alla figlia con cui si percorrono gli ultimi 200 mt. Chiudo in 2h19’14”, 189esimo, una manciata di secondi peggio dell’anno scorso. Un po’ preoccupante il calo negli ultimi km, nonostante gli allenamenti in montagna dell’ultimo periodo. La Sgamelaa conferma comunque il suo fascino, nonostante la fatica ed il costo di iscrizione (ai ristori anche quest’anno, as usual, ho visto solamente acqua, tè e limoni, ma c’era lo yogurt al ristoro finale).
22 agosto 2010
Ponale
Domani tutti a casa. Intanto la settimana termina con la salita del Ponale, per il Tapabada prima assoluta dopo quarant’anni di naso all’insù. Da casa sono 6 km e rotti in 35’. Panorama davvero stupendo sul lago. Poi ritorno a Riva e altri 10 km per prepararsi alle fatiche di domenica prossima. In questi sette giorni sul lago non ci siamo fatti mancare nulla: molta salita (di corsa e a piedi), qualche incontro bicornuto, e pure le ripetute. Troppo?

5 luglio 2010
Caldo - 2
Caldo, caldo e ancora caldo. Venerdi niente serale. Sabato mattina 12km a ritmo lento nel Parco Alto milanese. Domenica la voglia è zero. Ma prendo l’auto e posteggio a Tornavento. Cerco un po’ di salita per dare concretezza alle fantasie di mezza estate. Dopo il terzo km devo fermarmi x’ mi sembra che la benzina sia finita. Riprendo e parto per una serie di ripetute (alla fine saranno 4) lungo la salita che porta a Vizzola ed è parte del mio giro Mangia&bevi. Chiudo il circuito tornando all’auto; nelle gambe 15 km e qualche kilo in meno. Totalmente svuotato.
14 giugno 2010
Mangia&bevi
Una settimana di mare spesa bene a mangia&corri ed una domenica spesa altrettanto bene con un mangia&bevi dal sapore ciclistico. Le mie gambe dopo i drittoni lungomare romagnoli chiedono salita e siccome l’IVV di Carbonate l’ho già provata due anni fa, vado alla scoperta di qualche nuovo percorso collinare nel circondario. Trovo un bel circuito di 3.8 km in quel di Vizzola, con passaggio di fronte al centro sportivo da dove parte la Stravizzola. E’ un bel percorso con una salita tosta ed un’altra da fare in progressione. Lo ripeto due volte e poi al contrario. Mi piace, potrebbe diventare un superclassico dei miei allenamenti. Torno all’auto soddisfatto ma ben stanco: 21 km in circa due ore con tagliatelle e piada romagnola ancora da smaltire.
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