13 settembre 2011

11 settembre - Baldo Trail Running

Persi, sicuramente persi. Ecco! Mi figuravo come Abatantuono in Marrakech Express, mentre con un manipolo di trailers consultavamo il road book di questa seconda edizione del Baldo Trail Running. Pochi minuti prima, in mancanza della tabella in legno indicante la strada da seguire, si era scelto il sentiero sbagliato e dopo un po’ l’asfalto ci prende alla gola e gli organizzatori ci prendono in auto per riportarci a Caprino Veronese, sede di arrivo di questo BTR 2011. Così si conclude in un paesino stretto nella morsa del caldo umido la partecipazione del Tapabada a questo trail. Ci diranno dopo che buontemponi avevano tolto alcune segnalazioni del percorso, ma resta il fatto che alla voce Tapabada in classifica appare la dicitura ritirato (non so ancora se per colpa del sottoscritto o dei suddetti buontemponi). 

Fino al momento del fattaccio tutto era andato bene. Trasferimento in bus da Caprino a Malcesine, poi in funivia fino ai 1700 del Tratto Spino dove è posta la partenza del percorso corto di 25km. I primi dieci km si svolgono in costante salita fino a Cima Telegrafo, punto più alto della catena del Baldo (2200 mt.).  Percorso poco corribile, tra mughi e roccette, ma molto bello e qualche tratto esposto. Quasi sempre con vista lago sotto di noi. Sopra il rifugio Telegrafo il primo (e per me ultimo) ristoro, Da qui in poi il sentiero si fa più corribile. Si raggiunge Cima Costabella e poi giù in picchiata, per pratoni, ma sempre in cresta verso l’arrivo di Caprino Veronese. Per me l’avventura finisce sull’auto degli organizzatori, dopo circa 24 km di fatica (di cui gli ultimi completamente asfaltati). Di questa esperienza resta il paesaggio ed il bel percorso tecnico, che mi ha dato grande soddisfazione. Da migliorare indicazioni, ristori e assistenza (qualche punto un po’ esposto effettivamente c’era). Ma soprattutto da tenere a mente che se in piena notte ti svegli con qualche dubbio sul partecipare ad una corsa, qualche ragione (a te ignota) esiste!



6 settembre 2011

Air con

Maledetta aria condizionata. Sul Mxp express è a palla un giorno sì e l'altro pure. Fa bene solo ai bancari già incravattati a fine agosto. Per noi invece liberi interpreti del pensiero economico ha solo controindicazioni. Insonnia da raffreddamento e tosse da capogiro. Così venerdì salta il rendez vous con gli amici del Team 3 Esse. Poi sabato 10 km prima del diluvio e domenica altri 17 km. L'obiettivo era quello di testare sul percorso mangia&bevi la condizione per domenica prossima. L'umidità è tanta e ogni mio progetto di lungh-etto va in fumo. La condizione precaria mi fa correre a casa e scrivere agli organizzatori del trail per un cambio percorso dell'ultima ora: domenica ne farò solo 25 e mi sembrano  già troppi.

30 agosto 2011

28/8 Sgamela'a Vigezzina

Da tre anni a questa parte l’ultima domenica di agosto il Tapabada la trascorre nella valle dei pittori e degli spazzacamini. A S. Maria Maggiore, infatti, va in onda la 38esima edizione della Sgamela’a della Val Vigezzo (e da tre anni scrivo il nome della corsa in modo diverso … ci dovrò tornare anche il prossimo per verificare l’esatta dicitura). E da tre anni il meteo ci riserva per quest'ultima domenica del mese un wonderful day. 
In compagnia del Pres e degli altri amici della 3 Esse, il Tapabada arriva primo tra i primi al Centro dello sci di fondo di S. Maria Maggiore, dov’è posizionata partenza e arrivo della non competitiva che si autodefinisce la più antica marcia italiana insieme alla Stramilano (?). L’aria di montagna e la visione di cime innevate rinvigoriscono la vis pugnandi del Tapabada, in questi giorni ai minimi storici. Comunque alle 9.30 si parte in cerca di gloria. Druogno, Buttogno, Toceno, Craveggia, Villette, Re, Malesco e S. Maria Maggiore. Snocciolati così i Paesi della valle sembrano uno appresso all’altro, ma in mezzo ci stanno salite (nessuna uguale all’altra) e discese, tanto asfalto e un po’ (troppo poco ahimè!) sterrato. E’ da aprile che non faccio così tanti km in un botto solo. Sarà questa preoccupazione a farmi inserire il limitatore di velocità. Si parla e ci si guarda intorno. Sulla prima salita verso Buttogno c’è la piacevole conferma che i giorni trascorsi in montagna hanno giovato alle gambe ed al fiato. Dopo l’ottavo km è la volta della salita verso Toceno, bella tosta e pendente. La successiva leggera discesa verso Craveggia serve a rifiatare prima di buttarsi a capofitto sui tornanti in acciottolato. Siamo al 13esimo km e dopo un po’ di sterrato si infila la strada che porta a Re. Il ristoro della protezione civile segna l’inizio della salita verso Villette (quest'anno  a disposizione degli atleti c'è anche il tè). Salita di quasi due km, pendenze non esagerate, ma qui serve dosare le forze in vista degli otto km finali. Il Pres ed io saliamo di conserva (come diceva Poltronieri di Arnoux e Villeneuve), senza strafare. Poi ancora una volta giù in picchiata per entrare nel grazioso paese di Re. Come sempre il contesto è splendido, soprattutto grazie alla tanta gente che incoraggia i tapascioni alla riscossa. E’ il momento della verità. Si imbocca la ciclabile che ci riporta verso S. Maria Maggiore. Il falsopiano è poco piano e molto falso. Al ristoro in mezzo al bosco prima di Malesco accuso i primi sintomi della stanchezza (as usual). L’andatura si fa più lenta, ma riesco a fare la salita che conduce a Malesco senza smettere di correre. Il resto sono i quattro km di saliscendi continui per arrivare a S. Maria Maggiore. Chiudo la fatica meglio degli anni scorsi, sia per crono che per condizione fisica: 2h16’. Polenta e birra in compagnia concludono questa bella giornata. La Sgamela’a non tradisce mai.

P.S. Grazie all'amico e socio Capasso per la foto del post

24 agosto 2011

La casa nel bosco

Il sogno di un bambino nacido y crecido in Padova Street diventa realtà per 15 giorni all’anno. La nostra è l’ultima casa sulla strada che porta al Wurzjoch. Sopra di noi solo cervi, lamponi, funghi (quanti quest’anno!) e qualche fenomeno ottico-meteorologico. 


Si parte con i migliori propositi, ma dopo due settimane i litri di birra bevuti fanno pari e patta con i km percorsi. Non proprio così: 6 workout per 66 km ed un dislivello di 2600 mt. Poca cosa. Molto simile, però, a quanto fatto nel 2010 da queste parti, che sono posti più adatti a gustarsi una kaiserschmarrn, accompagnata da una weiss che a far girare le gambe.
C’è un tempo per tutto e qui è cosa buona e giusta fermarsi a raccogliere lamponi e a meravigliarsi una volta ancora per lo spettacolo della natura. 

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