8 aprile 2015

6 aprile - Cross Olgiatese

Questa volta avevo con me le scarpe ...

Non come due anni fa. Allora non c'era neppure la Pedemontana, vanto a metà della Regione. Appena fuori Tapasciopoli la imbocco nel freddo mattutino di una Pasquetta dal cielo limpido che mi fa quasi apprezzare di vivere qui e non da altre parti. E dopo neanche 40' sono ai nastri di partenza del Cross Olgiatese, una bella IVV al confine elvetico, richiamo di molti podisti della zona. Basta poco per accorgersi che qui veramente i Frontaliers hanno dato nome Rex al loro cane. Con più attenzione forse riuscirei a scovare anche qualche Verunel, ma per oggi mi accontento di fornitissimi ristori ben presidiati da locali Bussenghi.


Il percorso di 31 km scelti dal Tapabada servono come promemoria fisico per ricordarsi che la fatica è la condizione necessaria per apprezzare maggiormente quello che ci sta intorno. Asfalto, ma anche tanto sterrato, dislivello il giusto, per una mattina in cui smaltire grassi è l'obiettivo principale del podista diligente. Gli scorci dal Sasso Cavallasca aprono la mente a nuove avventure. Girare l'angolo e trovare le montagne di casa, poi, solletica la mia immaginazione di primitivo dedito alla caccia persistente.



1 aprile 2015

Beato lei che corre



Capita spesso. Mi aspetta sul balcone ancora in pigiama e appena svolto l’angolo e mi vede grida nel buio mattutino: “Buongiorno”, “Ciao”. Al mio saluto con la mano oggi si è fatto più intraprendente: “Come si chiama?” “Mauro”, “Buonagiornata Mauro”, E poi un “Beato lei che corre”, perso nel vento ormai dietro a me. Ho alzato il braccio per l’ultima volta e ho sorriso all’alba che montava.

24 marzo 2015

22 marzo - Maremontana 23K



Ripartire di slancio. Per tenere fede ad una promessa, perché avevo pagato il biglietto con largo anticipo. E lo faccio da questa Maremontana, a Loano, che il mare di inverno è quello che mi veste meglio. Sì, inverno, perché piove e tira vento e la schiuma del mare sopra gli scogli sembra la foto di questo inizio 2015.
La voglia di mettermi sulla linea di partenza è quella degli ultimi tempi. In più ci si mette la pioggia battente alla faccia di tutte le previsioni, ma non degli organizzatori della Maremontana, il cui volantino recita sprezzante “Dalla sabbia alla neve”.
Ma siamo qui e allora tanto vale fare fatica. Arranco con prudenza sulle prime salite della mia stagione. Scrosci ventosi e sentieri trasformati in ruscelli mi accompagnano fino agli 850 metri s. m. di metà gara. Alle spalle il mare non si scorge più, nascosto dietro la montagna. Poi il ristoro e giù, con juicio, per non perdere l’unico ginocchio che ancora è sano. Tastare il fango con circospezione e poi procedere. Controllare lo specchietto retrovisore per evitare chi sfreccia sulla corsia di sorpasso. Dopo 3km di discesa ancora due strappi, corti ma non banali. Ormai il mare giù in fondo mi indica l’approdo. Ci arrivo a questo traguardo un po’ anonimo, come un film in bianco e nero … Per ricominciare.

24 novembre 2014

22/11 Winter Challenge 2014 - Cardana di Besozzo



Se sapevo che dopo la curva c’era il traguardo… Comunque il tempo mi soddisfa … Alla fine ce ne avevo ancora… E quindi? che sarebbe successo? avresti vinto?

Prima di gettarmi nella mischia dei giochi lasalliani, il prof. Levatino mi spronava: Parti a palla e finisci senza benzina! Il cross sta tutto qui. Senza sconti, niente tattica, superare o essere superato. Primitivo nei sentimenti, semplice nei bisogni.


E così ho fatto. Onestamente. Giù dalla discesa nel fondo del gruppo. Poi il curvone del parcheggio, inventato in mezzo al prato. Lo strappo che diventa Forcella Pordoi al  secondo giro. Scollini accanto ai due pini e giù dall’altra parte a inseguire quelli davanti. Un sueggiù spezza gambe, che il fiato era già corto dopo i primi 100 metri. La curva nel fango e poi su verso l’arrivo. Ripetere, prego, un'altra volta. Con tanti colori negli occhi, i sorpassi sempre meno frequenti, le gambe che si inchiodano ed infine il traguardo, dopo aver superato la decima donna in extremis. “Ma poverina, poteva non superarla”. Eh no signora, questo è il cross!

17 novembre 2014

17 novembre - 32esima Marcia dei podisti della Valle Olona



Un inciso ... chi dissemina la propria vita di parentesi magari non ne coglie il senso ultimo, ma si diverte da matti

Per tenere fede all’occhiello del blog oggi mi sono trascinato (sì lo ammetto) fino a Gorla Maggiore per questa tapasciata modificata nel percorso e nei chilometri, causa recenti alluvioni. A proposito, un plauso agli organizzatori: arrivando al ritrovo pensavo (speravo) di non trovare nessuno causa annullamento gara per avverse condizioni meteo. E invece ...
Da sette mesi lontano dalle IVV il Tapabada si è rituffato nel “suo” (pronunciato con affetto) mondo pieno di rinnovato entusiasmo. Un mondo come sempre capace di stupire, non solo per le nuove ricette captate sul percorso dalla viva voce delle camminatrici del Gurone, ma anche per i casi "umani più umani" incontrati nei circa 21 km (lo ammetto, ho allungato un po’ il tragitto per giustificare l’uscita dell’auto dal box) su e giù per la valle Olona. Esempio: numero impressionante di sedicenti trailers con zainetti in spalla (mi domando ancora adesso che cosa contenessero, se non sassi), nonostante l’abbondanza gastronomica reperibile nei punti ristoro, ed ancora uomini in calzamaglia (senza tema di essere smentito) per difendersi dall’umidità del periodo.
La tapasciata è servita per riprendere confidenza con un chilometraggio più elevato rispetto alle uscite del periodo, senza per questo doversi portare appresso le solite razioni K. Da riprovare in condizioni ambientali meno critiche, alla scoperta di nuovi percorsi intorno all’Olona (preferibilmente con meno tratti pianeggianti).

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