28 settembre 2012
24 settembre 2012
Nodice
La sera ascolto musica vera in cuffia (I love Emilia too!) e apro la Kompass sul tavolo. Il giro che disegno con il dito è come la sabbia della battigia alla mercé delle onde.
La mattina nuvole basse sul lago e nella testa. Mi sforzo per alzarmi in punta di piedi a guardare oltre. Così carico il camel bag e parto.
Su per la Ponale, poi Pregasina, senza smettere di correre. Infine verso il Nodice, ma taglio prima: la scala santa sarà per un'altra volta, la definizione oggi non mi ispira. Qualche foto per documentare e poi giù su sentiero umido e sassoso a lasciare la traccia del mio passaggio con le code. Sbuco prima di Biacesa e riprendo la salita verso il lago di Ledro. Moto perpetuo e ciondolante, lumaca che porta appresso la propria casa, dura vita da trailer.
Un bikers mi svernicia e mi dice "grande" ed io "anche tu", "no tu che a correre è più duro", vabbè non stiamo a fare i sofisti. A Prè il tempo sta per scadere.
E allora giù verso la Ponale a fare a sportellate con i bikers crucchi che se ne fregano se atterri sulla Gardesana qualche centello di metri più sotto. Oggi c'è il tutto esaurito, gitanti con la sacca del(la) Fitness First e truppe del CAI in ordine sparso e pranzo al sacco.
Torno alla base soddisfatto, ma non troppo. L'autunno non veste ancora i suoi colori migliori e la prossima fatica mi sembra così vicina.
17 settembre 2012
Areaccì
Oggi torna l'Area C. E così dopo due settimane io torno al parco per respirare a pieni polmoni quest'areaccì che sembra quella di montagna, ma che invece trovi solo qui, nell'Area C, proprio nel centro di Milano. Che bello!
Dopo un fine settimana post-trail ancora imballato, oggi abbozzo qualche ripetuta, che non si dica che sono solo terraiolo e con la strada non ho più nulla da spartire. 4x1000 rec. 2' (da fermo), circuitando intorno all'arena come un criceto. Okkiata al garmin solo rientrato in villa. Stupore, che (porca miseria) così non c'ero mai andato, neanche buttando giù una bottiglia intera di folonari.
Quest'areaccì fa proprio bene, al fisico e al morale!
13 settembre 2012
9 settembre - Trail Golfo dei Poeti
Nel
tramonto settembrino una vocina mi sussurra all'orecchio: "Sei stato
coraggioso". "No, solo oltraggioso ed incosciente". Mi sforzo,
ma non trovo nulla di coraggioso nel stare seduto venti minuti al posto del controllo
materiale, cercando di capire se quella voce attutita che rimbomba nelle
orecchie sia la mia, lo sfigmomanometro infilato sul braccio. Nulla di
coraggioso nel riprendere il cammino, mentre il medico: "Le consiglio di
fermarsi qui". Eppure ...

Al passo in pianura, ancora più lento in salita. La scopa mi fornisce legno a mo' di bastoncini ed incoscienza a mo' di speranza. Ora arrivano i crampi alle gambe, ma alla fine scollino, riprendo il passo, poi anche la corsa nei tratti in discesa e asfaltati. Prima del secondo ristoro dell'area verde superiamo altri zombie. I volontari al ristoro mi riconoscono: “un'altra persona rispetto a prima”. Gli ultimi 8 km non sono rilassanti, ma il ritmo è cambiato, adesso c'è la stanchezza fisica, ma si sopporta. Scendendo cresce la voglia di farla finita, la forza che non ho arriva da Marcello e seguendolo negli ultimi due km di discesa scalinata il traguardo arriva dopo 8 ore e 45 km.
Sfinito come mai,
pure sordo, ma felice di essere arrivato alla fine di un trail hors categorie, per l'organizzazione,
i volontari e la mia scopa personale. Il tramonto ci sorprende sulla strada di
casa. Ciò che mi rimane di questo giorno è l'incanto dei luoghi e l'incoscienza
degli uomini.
10 settembre 2012
Alè papà!
Per qualcuno era corribile, per altri duro, per me massacrante. In attesa che l'acido lattico se ne vada via, consentendomi di scrivere un post tutto dedicato a questo trail del Golfo dei poeti, mi accontento di postare i dati del mio personalissimo calvario:
44,75 km, D+2636, 8h00'27'', 10'44'' km/h. Tapabada c'è!
Un grazie a chi mi ha portato fino in fondo, evitando ritiro, suicidio e perdita permanente della ragione.
Alè papà!
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