16 settembre 2010

Onda su onda

Leggo da qualche parte che il podista, superati i 40 anni, deve aumentare il numero di allenamenti basati sulla velocità, pena il decadimento dell’elasticità muscolare. Decadimento, sensazione che ben si addice alle mie gambe post-trail, la cui efficienza motoria non è ancora pienamente recuperata a quattro giorni dall’evento. Così oggi al parco rispolvero l’onda, un fartlek di 1min + 2min+ 3min a ritmo veloce x 2 con 1’ di recupero lento. Tanto per ritardare il decadimento.

13 settembre 2010

12 settembre - Trail del Mottarone

L’aria che accoglie gli spiriti trail è frizzante quassù in vetta. Alla partenza dell’edizione zero del Trail del Mottarone siamo circa 150, divisi tra la 22 km (i più) e la 44 (i più duri). Per un giorno il Tapabada diventa Tapatrail e nell’attesa di partire si gusta il panorama: Rosa, i Mischabel e pure il Leone. 


Il briefing ruspante della 22 anticipa la partenza lanciata. Subito lo strappo per salire alla vetta del Mottarone ci ricorda che qui oggi soffriremo. Da lì giù lungo una discesa che ci impegnerà quasi continuamente per 8 km fino al primo ristoro. Alessandro ed io tiriamo il freno sull’insidioso sentiero costellato da sassi e radici. La discesa non è il pezzo forte del Tapabada. Più oltre si entra nel bosco ed il percorso diventa corribile. Si passano le tre montagnette e ci si dirige verso Luciago dove è posto il secondo ristoro. E’ questa la parte migliore del percorso: si viaggia immersi in un bel bosco. Adesso siamo sul lato ovest del monte ed il lago d’Orta è sotto di noi. Mi fermo in mezzo ad un gregge di capre per documentare il tutto e riprendiamo a scendere. 


Il sentiero lascia il posto ad una gippabile che ci porterà al punto più basso (700 metri) di questo Trail. Al 17esimo km il bivio segnala il ritorno in quota. Prima con pendenza costante ed infine gli ultimi tre km con un dislivello di 700 mt. Si sale camminando lungo un sentiero dove le rare piante non permettono di ripararsi dal sole. La fatica si inizia a far sentire. Solo all’ultimo km abbozzo un tentativo di corsa, ma la spia è sul rosso. Chiudo la fatica di poco sotto le tre ore (2h58’).
Ritorno in valle soddisfatto dell’esperienza personale e dell’organizzazione di questo trail dopo i dubbi pre-gara (dovuti soprattutto al costo d’iscrizione un po’ alto). Docce calde (rarità per noi tapascioni) e massaggi tra i benefits più apprezzati. Il percorso (con un D+900) mi è parso molto duro. I 700 metri di dislivello negli ultimi km temprano il fisico e la mente.

9 settembre 2010

Ritorno al Parco

Ritorno al Parco, in pausa pranzo. Il programma è veloce: qualche ripetuta e ritorno in villa. Confido nel venticello ristoratore, ma il caldo si fa ancora sentire. Una banda di ragazzini, poi, ha messo le porte volanti per una partitella proprio sul mio percorso con copyright per le ripetute. Ma il Tapabada non si arrende. Parto e ne infilo 4 da un km con riposo attivo di 2’. Le gambe sono pesanti, le sensazioni non buone. Non bado al tempo, ma spingo e basta su questo percorso inventato al momento. Il crono mi dice che sono stato intorno ai 4’. Nel recupero mi fermo a sbirciare da un portone i preparativi nell’Arena. Stasera lì dentro qualcuno correrà un po’ più veloce di me.

6 settembre 2010

Lungo con brio

Ci sono domeniche in cui preferiresti stare a letto piuttosto che farti il lunghissimo pro maratona tutto solo. Ieri era uno di quei giorni. Uno sforzo atroce per alzarmi, decidere il luogo dell’allenamento e poi arrivarci. Così alla fine c’era molta soddisfazione nell’aver fatto il compitino (32 km in tre ore tra Tornavento, Vizzola e Nosate). Ci ho messo dentro anche due giri del Mangia&bevi ed il Sentiero delle vacche per essere a posto con la coscienza. La media si è alzata, ma spero che l’allenamento sia stato fruttuoso per l’impegno di domenica.

5 settembre 2010

3 settembre - 3^ Sotto il pergolato

A Rescalda ai primi di settembre si svolge una delle ultime serali del calendario varesotto. E' un piacere correre questa gara molto veloce e ben organizzata dal team 3 Esse (ma l'avrò scritto giusto?) del presidente e amico Lamberto. Quest'anno il percorso è stato modificato leggermente rispetto alle passate edizioni e misura 6,3 km. Molti come sempre i tapascioni alla partenza. I primi km del Tapabada, trainato dal sempre veloce compagno di allenamenti, risultano troppo veloci e verso il quarto devo tirare un po' il fiato. Nell'ultimo km riprendo a correre in buona spinta e chiudo al ritmo di 4'05'' per un crono finale di 25'46''. Meglio di ogni più rosea aspettativa mi gusto il pasta party (ottimo anche questo, sopratttutto per la pummarola).

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